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Capricci: anche i bambini non sopportano i piagnucoloni

I bimbi non assecondano chi fa i capricci. Un esperimento lo conferma

bambini non sopportano capricci e piagnucoloni

I bambini spesso fanno i capricci, si sa. E proprio perché si chiamano ‘capricci’, si tratta di lamentele e sofferenze ingiustificate ed esagerate rispetto al ‘danno’ che le provoca. Noi adulti siamo ormai abili nello smascherarle, ma vi siete mai chiesti quando si impara a distinguere un lamento reale da uno ‘finto’? Inoltre, anche i bambini riconoscono i capricci e non sopportano i piagnucoloni? Ebbene sì, fin da molto piccoli si sarebbe in grado di differenziare una reazione di rammarico vera e fondata, da una fasulla e non commisurata alla causa scatenante. Lo sostiene una ricerca accademica tedesca che ha condotto un esperimento per dimostrarlo. Vediamola nel dettaglio.

Anche i bambini non sopportano i capricci: la ricerca scientifica

Lo studio è stato condotto dai ricercatori del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, in Germania. Per arrivare ai risultati accennati, gli studiosi hanno organizzato un esperimento per il quale hanno selezionato un campione di 48 bambini (metà femmine e metà maschi) tra i 3 anni e i 3 anni e 3 mesi di età. I piccoli sono stati posti in differenti situazioni con altre persone adulte. Esse subiscono un ‘danno’ o un dolore durante tali situazioni e reagiscono in modi diversi. In particolare, sono tre le categorie di comportamento:

  • Disappunto e rammarico appropriato a un effettivo danno / dolore
  • Reazione eccessiva a un piccolo inconveniente
  • Non c’è apparentemente una causa riconducibile al rammarico

Quindi sono state analizzate le reazioni dei bambini a questi atteggiamenti. Il risultato? I bambini non vedono di buon occhio chi si lamenta o si arrabbia senza che la causa sia valida. In parole semplici: chi fa il ‘piagnucolone’. Infatti, è emerso che già a tre anni un bambino è capace di distinguere un’espressione autentica di rammarico o sofferenza da una simulata ed ‘esagerata’ rispetto al danno subìto. Ma vediamo cosa è successo durante l’esperimento condotto dai ricercatori.

Anche i bambini non sopportano i capricci: i risultati che lo confermano

Durante l’esperimento, i bambini che constatavano un giustificata lamentela da parte dell’adulto hanno mostrato preoccupazione e rammarico per lui. Intervenivano e controllavano la sua sofferenza anche mentre non era direttamente sotto i loro occhi. Hanno quindi dimostrato un atteggiamento empatico e simpatizzante per le emozioni dell’interlocutore. Questo perché ritenevano la reazione commisurata alla gravità della causa scatenante. Anche nel caso in cui i bambini non conoscevano il motivo della sofferenza dell’adulto si sono comportanti in maniera simile.
Ma la differenza è emersa quando i bimbi hanno constatato una reazione eccessiva a un inconveniente. In tal caso, il loro livello di empatia e di simpatia, nei confronti della persona che avevano di fronte, era molto più basso. Perciò capivano che la reazione era esagerata rispetto alla gravità della causa.
In conclusione, il comportamento empatico dei bambini non è una risposta automatica alle manifestazioni emotive, ma piuttosto ponderata sulla base della veridicità e della giustificazione del rammarico altrui. Insomma, anche i bambini percepiscono quando si tratta di un capriccio e dimostrano di non assecondarlo, anzi, si dissociano.

In sintesi? Non solo gli adulti, ma anche i più piccoli non sopportano i piagnucoloni.

Written by Francesca Pasini

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