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Impronte digitali: cosa sono e quando si formano?

Tutto quello che c’è da sapere sulle impronte digitali e altre curiosità

cosa sono e quando si formano impronte digitali

Dimmi che impronte hai e ti dirò chi sei. Effettivamente è proprio così. Uniche e inimitabili, le impronte digitali sono il nostro passaporto personale sulla mano. Ogni singolo essere umano in tutto il mondo ha il suo set irripetibile di impronte. Per questo motivo vengono utilizzate come metodo di individuazione infallibile dell’identità delle persone, soprattutto in occasione di indagini per crimini.
Ma non solo. Quelle piccole righe ondulate che ricoprono i nostri polpastrelli possono veramente rivelare chi siamo. I ricercatori della Cornell University hanno dimostrato che, analizzando il display di uno smartphone, è possibile ricavare numerose informazioni sull’individuo che ne rilascia il segno. Le impronte, infatti, espellono moltissime sostanze che il nostro corpo naturalmente produce in base alle nostre abitudini e allo stile di vita che conduciamo. È per questo che studiandole si potrebbe risalire a quali cibi mangiamo, quali farmaci o droghe assumiamo o quali cosmetici usiamo. Una curiosità impressionante.

Ma tornando alle origini del tema, sappiamo come si formano le impronte digitali? E quando?
Tutti noi crediamo di conoscerle molto bene, ma sappiamo davvero cosa sono le impronte digitali?

Impronte digitali: cosa sono e quando nascono

Anche se convinti di conoscerle perfettamente, qualche dubbio ci è venuto con tutte queste domande. Ecco alcune delucidazioni utili.
Partiamo da come si formano le impronte digitali. In parole semplici, durante la gestazione lo strato più profondo dell’epidermide del feto, lo strato basale, diventa ondulato. Il pattern della futura impronta digitale nasce proprio da questa ondulazione che, in seguito, diviene visibile sullo strato superficiale della pelle. Ma quando accade questo meccanismo e quanto tempo ci vuole perché le impronte si formino? La risposta è contenuta in uno studio condotto dai ricercatori dell’Università dell’Arizona nel 2004. Le impronte digitali si formano tra la decima e la sedicesima settimana di gravidanza, partendo dalla prima ondulazione nello strato profondo dell’epidermide, fino ad emergere allo strato esterno.
Le impronte di formano proprio perché lo strato inferiore dell’epidermide cresce a una velocità diversa rispetto al resto della pelle del corpo. In sostanza, sono costituite da numerosi strati di pelle intrecciati tra di loro fino a formare le famose increspature dei nostri polpastrelli. Ecco spiegato cosa sono le onnipresenti impronte digitali che ci rendono unici al mondo.

Impronte digitali: altre curiosità

E se fossimo nati senza impronte digitali? È possibile? La risposta è affermativa. Esistono malattie genetiche che comportano anche la mancata formazione di queste onde digitali. Ma ne esiste una che presenta soltanto questo sintomo specifico: nessuna impronta sulle piccole dita del bambino che nasce (il termine medico è ‘adermatoglifia’). Questa condizione viene chiamata anche ‘malattia che rallenta l’immigrazione’ per le difficoltà all’espatrio che essa comporta.
Inoltre, se nasciamo con le impronte è possibile che si cancellino? Anche il questo caso la risposta alla domanda è positiva: le impronte si possono perdere. Può capitare a chi svolge lavori molto duri con le mani, utilizzando prodotti chimici che usurano la pelle. E poi c’è chi vuole cancellarsele appositamente con l’acido, magari perché ricercato dalla polizia per un delitto. In questo modo non potrà essere ricollegato indubbiamente alla scena del crimine.

Written by Francesca Pasini

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